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KV11
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top
mwegKV11 (mwewKings' mwfaValley mwfq11)cite-ref-2[N 1] è la sigla che identifica una delle tombe della mwggValle dei Re in mwgwEgitto; era la tomba di mwhaRamses III.
Nota almeno in parte fin dall’antichità, KV11 venne mappata e rilevata da mwhgRichard Pococke nel mwhw1737-mwia1738; rilievi epigrafici vennero eseguiti da mwiqJames Bruce nel mwig1769. Nuovi rilievi epigrafici vennero eseguiti nel mwiw1799 dalla spedizione napoleonica. Il primo scavo sistematico risale al mwja1816-mwjq1819 a cura di mwjgGiovanni Battista Belzoni. Ancora rilievi epigrafici nel mwjw1844 da parte di mwkaKarl Richard Lepsius. Scavi sistematici nel mwkq1895 a cura del mwkgService des Antiquités egiziano e rilievi epigrafici di Marek Marciniak nel mwkw1959-mwla1981.
Negli anni ’20 dell’800cite-ref-3[2]mwmgJames Burton rilevò tracce di cartigli di Ramses III ipotizzando che originariamente questa doveva essere la tomba predisposta per il faraone. La KV11 era stata tuttavia iniziata sotto mwmwSethnakhtcite-ref-4[N 2], ma durante i lavori gli operai invasero la vicina mwoaKV10 di mwoqAmenemes. Successivamente i lavori vennero ripresi dal successore Ramses III differenziando l’asse della tomba per evitare l’incrocio con KV10cite-ref-5[3].
Contents
• Note
• Fonti
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Architettura
La prima parte di KV11, quella risalente a Sethkakht, presenta una scala discendente, subito dopo l’ingresso, e un corridoio in piano su cui si aprono due annessi; un successivo corridoio presenta, lateralmente, otto annessi (quattro per lato). Il corridoio prosegue in piano, ma si interrompe là dove venne intercettata la vicina KV10.
In seguito, quando i lavori vennero ripresi sotto Ramses III, venne creata una sorta di disimpegno che consentì di spostare lateralmente l’asse della tomba così evitando la traiettoria che aveva intercettato la KV10. Da tale disimpegno si diparte un corridoio in piano che raggiunge una sala a pilastri con una camera laterale. Da questa, un corridoio discendente porta ad un'altra serie di corridoi successivi, in piano, che adducono alla camera funeraria il cui soffitto è sorretto da otto pilastri.
Quattro annessi agli angoli della camera funeraria, e un breve corridoio, su cui si aprono altri recessi, concludono la struttura architettonica della tomba che, aldilà della prima variazione di percorso, presenta la mwrwstruttura tipica delle tombe della XX dinastia su unico assecite-ref-6[4]cite-ref-7[5].
Decorazioni
Benché il livello tecnico della decorazione non sia eccelsocite-ref-refa-8-0[6] questa è, in generale, molto ben conservata (salvo che nella camera funeraria) e fin dall’ingresso sono presenti soluzioni rare, se non uniche, nel panorama della Valle.
Annessi di sinistra:
2. processione del dio Hapi e delle divinità dei mwbgnomi;
3. il toro e le vacche celesti mwcaHathor e mwcqMehetueret;
Annessi di destra:
1. mweqOsiride sul trono;
2. i Campi di mwewAaru;
3. Brocche, vasi e recipienti tra cui se ne riconoscono alcuni di fattura egea;
4. Archi, stendardi e armature del re.
Il disimpegno che, pur parallelo ai corridoi precedenti, consentì di variare l’asse di KV11, è occupato per intero da capitoli dell’mwfwAmduat; il corridoio discendente che dal disimpegno adduce alla camera funeraria è decorato con scene della mwgaCerimonia di apertura della bocca e degli occhi praticata sul defunto re. Seguono capitoli del mwgqLibro dei Morti e, nella camera funeraria, l’unica pesantemente danneggiata nei secoli dal ristagno di acqua da inondazionicite-ref-refa-8-2[6], rappresentazioni varie del faraone, di divinità, nonché capitoli dal mwhgLibro delle Porte e dal mwhwLibro della Terra.
Corredo funerario
La camera funeraria conteneva un sarcofago in quarzite rossa, oggi al mwjgMuseo del Louvre di Parigi; il coperchio di tale sarcofago venne invece recuperato da mwjwGiovanni Battista Belzoni e acquistato dal mwkaFitzwilliam Museum di mwkqCambridge cite-ref-refb-9-1[7]. Secondo un’ipotesicite-ref-refc-10-0[8], il sarcofago in quarzite sarebbe stato predisposto originariamente, ma mai usato, per mwmgSethy II.
Il sarcofago ligneo di Ramses III, decorato con immagini di dee e dei quattro figli di mwnaHorus, privo del coperchio, venne rinvenuto, nel mwnq1898, nella mwngKV35, ma contenente il corpo di mwnwAmenhotep III. Si trova oggi al mwoaMuseo del Cairo.
Il corpo di Ramses III, anch'esso oggi al Museo del Cairo, venne rinvenuto, intorno agli anni '80 dell' '800, nella cosiddetta cache di mwogDeir el-Bahari, mwowDB320. La mummia del re era contenuta in un sarcofago in mwpacartonnage, parzialmente sbendata. Un'iscrizione riportata sul lino della fasciatura, fa riferimento a una nuova mwpqosirificazione (ovvero una cerimonia per rendere il defunto simile ad Osiride) che venne praticata dallo scriba della necropoli Butehamun nell'anno tredicesimo del faraone mwpgSmendes I della mwpwXXI dinastia cite-ref-refc-10-1[8].
Tale iscrizione, peraltro, trova riscontro in uno dei graffiti rinvenuti nella KV11 e letti da mwrqJean François Champollion, facente parte della spedizione franco-toscana di mwrgIppolito Rosellini del 1828-1830, che menziona appunto una tale operazione. Altri due graffiti facevano riferimento a un'ispezione della tomba e ad operazioni connesse alla cerimonia sopra menzionata.
Note
Annotazioni
cite-note-2N 1. ↑ Le tombe vennero classificate nel 1827, dalla numero 1 alla 22, da mwvaJohn Gardner Wilkinson in ordine geografico. Dalla numero 23 la numerazione segue l’ordine di scoperta.
cite-note-4N 2. ↑ Sepolto poi in KV14.
cite-note-11N 3. ↑ Di questi: uno si trova oggi al mwwwBritish Museum, uno al mwxaMuseo Egizio di Torino, due al Louvre, e l’ultimo all’ Oriental Museum di mwxqDurham
Fonti
cite-note-11. mwzavedi: informazioni turistiche
cite-note-32. ↑ Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, mw0aThe complete valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000 pp. 51, 162.
cite-note-53. ↑ mw1aTheban Mapping Project
cite-note-64. ↑ Reeves e Wilkinson (2000), pp. 159-160.
cite-note-75. ↑ Alberto Siliotti, mw2wGuida alla Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2000, pp. 63-63.
cite-note-refa-86. ↑ Reeves e Wilkinson (2000), p. 160.
cite-note-refb-97. ↑ Aberto SIliotti (2000), p. 63.
cite-note-refc-108. ↑ Reeves e Wilkinson (2000), p. 161.
Bibliografia
• mw8a(EN) Dylan Bickerstaffe, Embalming Caches in The Valley of the Kings, KMT, Estate 2007, KMT Communications, 2007.
• mw8g(EN) Dennis Forbes, Tombs, Treasures, Mummies: Seven Great Discoveries of Egyptian Archaeology, KMT Communications, 1998, ISBN 1-879388-06-5.
• citerefreeves-wilkinson-2000(EN) Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
• citerefjacq-1998Christian Jacq, La Valle dei Re, traduzione di Elena Dal Pra, O. Saggi, n. 553, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-44270-0.
• mw9gAlessandro Bongioanni, Luxor e la Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0109-0.
• mw-aAlberto Siliotti, La Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0121-X.
• mw-gAlberto Siliotti, Guida alla Valle dei Re, ai templi e alle necropoli tebane, Vercelli, White Star, 2010, ISBN 978-88-540-1420-6.
• mw-aErik Hornung, La Valle dei Re, traduzione di Umberto Gandini, ET Saggi, n. 1260, Torino, Einaudi, 2004, ISBN 88-06-17076-7.
• mw-gAlessandro Roccati, L'area tebana, Quaderni di Egittologia, n. 1, Roma, Aracne, 2005, ISBN 88-7999-611-8.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su KV11
Collegamenti esterni
• mwaqc(EN) Theban Mapping Project, su thebanmappingproject.com. URL consultato il 23 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).